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#13 Terrorismi vari

Dissertazioni varie sul terrorismo (individualista e nichilista, o gioioso ed estetico), sull'astensionismo record e un'intervista all'alt-rapper Glasond, (questa è Nemesi, Anno II Settimana XLIX)

dic 11, 2025
∙ A pagamento

Intro


Parleremo ai nostri figli (ma quali?) dell’epoca dei proclami incisi sui proiettili. Quale simbolo/americanata migliore per riassumere il nostro tempo? Una parola, o una frase dal valore altamente simbolico destinati a infrangersi nel cranio di una vittima scelta anch’essa per il suo valore altamente simbolico. Tutto che si gioca sul piano dei simboli, facilmente assimilabili, infinitamente reiterabili, e poi dimenticati. I nuovi attentati terroristici dell’America trumpiana sono così, virali a tal punto da confondersi opportunisticamente con l’organismo che li ospita, gli USA per l’appunto. Bisogna immaginarseli i martiri individualisti, gli “estremisti nichilisti” come li chiama l’FBI, mentre incidono quelle due o tre frasi con la stessa ansia con cui si scrive un post su IG su cui si punta parecchio, o che stampano direttamente i proiettili in 3d, in trepidante attesa di vedere quelle frasi sui tg di tutto il mondo, una pioggia di like in prima serata.

Ma bisogna immaginarsi poi anche tutti quelli che hanno affidato il proprio messaggio a un proiettile che ha mancato il bersaglio, e ora scontato la loro pena nell’anonimato. O il destino infame, forse tra tutti il peggiore, del più celebre e di successo tra gli estremisti nichilisti - i nuovi terroristi dell’individualismo - quello di Luigi Mangione? Una rockstar dannata all’ergastolo - se non peggio -, sommersa da lettere d’amore e di sostegno, per un gesto che sognava dirompente, e che ha finito per essere digerito ed espulso dallo stesso sistema che voleva affondare, coi cappelli verdi di Luigi esplosi su Amazon e Temu che usa il suo volto per reclamizzare cianfrusaglie di plastica e nylon. Della rivoluzione nemmeno l’ombra, di una riforma del sistema sanitario invece si è discusso a lungo, con l’esito di ulteriori tagli.

E’ questo il terrorismo che ci meritiamo. Distaccato, anonimo, individuale, spontaneo, miope, fine a sé stesso, memetico. Tutte caratteristiche che alla fine si rivelano più utili a uno Stato, per giustificare leggi securitarie in risposta agli attentati, o ai media per spargere terrore dopaminico, di quanto non servano a creare un movimento di massa, una collettivizzazione della frustrazione, una comunità politica con delle rivendicazioni concrete. Storie da ripostare, meme da condividere, un brigatismo da chat col lucchetto. Alla fine non resterà che il ricordo dei pochi partigiani della solitudine, pronti a tutto, anche ai gesti più estremi - per il lol, per i compagni su Discord, o per il meme - radicalizzati da un individualismo ironico che hanno finito per confondere con la libertà.

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Su questo numero di Nemesi parliamo appunto di “estremisti nichilisti” e terrorismo individualista, ma anche del terrorismo come estetica della gioia, sulla scorta del santino degli anarchici Alfredo Bonanno. Con l’articolo di Ernesto Tedeschi invece si prende atto della soglia limite dell’astensionismo alle ultime regionali (ha votato meno del 50%) e cosa questo implichi per il concetto stesso di rappresentanza politica. Infine Vincenzo Profeta intervista l’alt-rapper Glasond, il Supersaiyan di Cosenza Nord.

Come stacco una selezione del nostro personalissimo best of delle kirkate trovate online.

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Aaron Bushnell è morto per i nostri peccati?


di Novella Hoffer

Il 25 Febbraio 2024, in diretta streaming su Twitch, Aaron Bushnell, o @LittleAnarKitty, si è dato fuoco di fronte all’ambasciata israeliana di Washington D.C., urlando “Free Palestine”. Mente bruciava, il poliziotto li presente non ha saputo far altro che sparargli. Hamas lo ha definito un martire. In risposta, con l’aiuto dei giornali americani che parlavano di glorificazione del suicidio, malattia mentale ed estremismo violento, il senatore repubblicano Tom Cotton ha dichiarato “Bushnell ha commesso un atto di orribile violenza, che supporta un gruppo di terroristi”, e ha mosso una proposta di legge che vietasse la libertà di protestare all’esercito americano. È così che un piccolo atto di autodistruzione individuale ha fatto crollare, ancora una volta, l’illusione di libertà su cui si fonda la democrazia più potente del globo.


La gioia armata

di Christian Pugliese

Il terrorismo se visto dalla parte della Liberazione e non da quello della Legge e della sua riproduzione sotto forma di dispositivi di cattura, diviene l’estetica della gioia spinozianamente concepita: fascio d’intensità che non ha oggetto, né scopo, né sostanza, né, infine, rappresentazioni.


Suffragio universale, stato etico e astensionismo

di Ernesto Tedeschi

Alle ultime regionali ha votato meno della metà degli aventi diritto. Un governo nato da una maggioranza relativa di astenuti è tautologicamente privo di una legittimazione numerica. Può solo rappresentarsi in una messinscena simbolica, tramite l’intollerabile arroganza del suo privilegio. Il problema dell’astensione è che non forma un partito. Bisogna tuttavia inquadrare come politico l’esito di consultazioni dove vince chi ha vinto, ma la preferenza che fa saltare il banco è la verginità della tessera elettorale.


Apologia del Chad – Intervista a Glasond

di Vincenzo Profeta

Nei testi di Glasond l’ironia è feroce: punchline idiote, crudeli, a volte volgari. L’emarginazione culturale non la teme: se altri la vivono come zavorra, lui la trasforma in carburante per i suoi pezzi, un isolamento sfigato ma mitologico, quasi da rivendicare in chiave militaresca. L’enclave del rap calabrese è, in fondo, anche questo.

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