Nemesi

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#47 Manuale per sopravvivere in città ad agosto

Piccoli consigli per una deriva psicogeografica, poi sull'Odissea di Nolan, sulle relazioni toxic, e infine Labranca sulla discomusic.

ago 22, 2026
∙ A pagamento

Questa è Nemesi, Anno III Settimana XXXIII

Speciale Estate:
Nemesi è la newsletter settimanale del Nemico. Su Nemesi avreste trovato, in esclusiva e in anteprima, tutti gli articoli della settimana della rivista Il Nemico.

Essendo però estate anche per noi, e non volendoci ritrovare col pc sul bagnasciuga, abbassiamo un po’ il ritmo, almeno per agosto.


Intro

È agosto. Fa ancora un caldo stramaledetto e non c'è niente da fare. I più fortunati se ne sono già belli che andati al mare, lontani dall'afa del cemento e la dissociazione metropolitana. Gli ancora più fortunati sono invece in montagna, lontani dal brodo delle coste e la calca delle spiagge. Noi siamo qui, nella città più calda del mondo (se adeguata all'umidità) a scollarci a fatica dai divani bagnaticci, per approfittare dell'unica gioia che danno i centri urbani d'estate: spazio e tempo a sufficienza per una bella deriva psicogeografica.


In questo numero:

L’Odissea di Nolan come fine dell’ordine europeo

di Domenico Petrelli

“La guerra ha distrutto il rapporto degli uomini con gli dèi, con i comandanti e con le istituzioni che promettevano una ricompensa finale: la vittoria, il ritorno, la gloria. Rimane soltanto la forza nuda, l’unico linguaggio che possiedono ancora. E quando un uomo perde ogni altra forma di appartenenza, la violenza diventa l’ultimo strumento attraverso cui affermare la propria esistenza…”

Cos'è una deriva psicogeografica? Si tratta di una tecnica situazionista volta a rendere il consueto straordinario, a trasformare le città, ripetitive, noiose ed efficienti, in parchi avventura da scoprire, ricchi di scorci e incontri impensabili, non appena si decide di stravolgere le loro direttrici. Basta non tenere conto di tutto ciò su cui si fonda un piano urbanistico, il cui scopo è portarci nel minor tempo possibile da un punto A a un punto B, limitando al minimo le interazioni e gli intoppi. La deriva cerca proprio l'opposto invece, interazioni e intoppi, per far vivere di nuovo a chi la pratica lo stupore del caso e la bellezza delle città.

Ecco qualche regola da autoimporsi:


In questo numero:

La scelta generazionale tra scopare o andare dallo psicologo

di Vincenzo Profeta

“Tutto è tossico e tutto genera dipendenza affettiva, anche la compagna di banco che non rivedi dopo 15 anni. L’ossessione è smascherare il manipolatore, il cattivone, il passivo-aggressivo, colui che ti deluderà perché è disfunzionale, malato, ha un problema. Satana sta nei dettagli, ovvero nei segnali di visualizzazione delle chat, che il ghosting è un accendi-spegni cane di Pavlov, per chi lo fa e chi lo subisce…”

  1. Usa la mappa di un altra città. Per esempio, per andare a Roma da Piazza Cavour a Piazza Mancini, usa la mappa della città di Napoli

  2. Scegli una direzione a caso all’uscita dalla metro e seguila per 20 minuti, senza controllare la mappa.

  3. Cammina per la città lasciandoti guidare dell'armonia dei tetti, o delle finestre. Non guardare mai in basso.

  4. Prendi il primo autobus o tram che passa e scendi alla fermata che ti sembra avere il nome più suggestivo.

  5. Segui un colore: scegli, per esempio, il rosso e inseguilo ovunque per la città.

  6. Segui un suono: lascia che il rumore più interessante che senti determini la tua prossima svolta.

  7. Attraversa soltanto strade che non hai mai percorso.

  8. Svolta sempre a sinistra fino a quando qualcosa — un ostacolo, un ponte, un edificio — ti costringe a cambiare regola.

  9. Cerca di andare sempre perfettamente dritto. Se incontri un ostacolo trova il modo più diretto per superarlo. Se è un muro, prova a scavalcarlo. Se è un palazzo, prova ad entrarci dentro e uscire dal retro.

  10. Svolta ogni volta che vedi una persona con un certo tipo di abbigliamento, come una bandana o una camicia coreana.

  11. Segui una persona per un tratto di strada, mantenendo una distanza discreta e senza interferire con lei; se incorci il suo sguardo cambia persona.

  12. Cerca il punto più rumoroso e quello più silenzioso del quartiere e collegali idealmente.

  13. Osserva attentamente soltanto ciò che normalmente ignoreresti: retro degli edifici, serrande, recinzioni, parcheggi, passaggi secondari, cartelli temporanei.

  14. Raccogli tre parole incontrate per strada e costruiscici mentalmente una frase.

  15. Entra in una strada che sembra non portare da nessuna parte e percorri tutta la sua lunghezza.

  16. Cerca una soglia: un luogo in cui la città cambia improvvisamente carattere — da elegante a popolare, da commerciale a residenziale, da affollata a vuota.

  17. Scegli un edificio e osservalo finché non trovi un dettaglio che non avevi notato. Quel dettaglio determinerà la tappa successiva.

  18. Attraversa un quartiere seguendo soltanto le sue ombre: scegli il percorso in base a dove trovi zone d’ombra, senza cercare la via più breve.

  19. Segui l’acqua, se presente: fiume, canale, fontana, costa, fino a quando il percorso diventa impraticabile.

  20. Chiedi a uno sconosciuto una direzione assurda, per esempio: «Qual è il posto più strano da queste parti?». Segui il suggerimento.

  21. Fai una mappa emotiva, segnando mentalmente luoghi in cui provi attrazione, repulsione, tranquillità, inquietudine o curiosità.

  22. Quando trovi un luogo che ti incuriosisce, resta lì senza fare nulla per dieci minuti. La deriva riprende solo quando qualcosa cattura nuovamente la tua attenzione.

  23. Segui il confine tra due quartieri invece di attraversarne uno.

  24. Torna in un punto già attraversato senza utilizzare la stessa strada.


In questo numero:

La discomusic non era né di destra né di sinistra

di Tommaso Labranca

A 25 anni dalla morte di Tommaso Labranca, proponiamo un estratto di Labrancoteque (GOG Edizioni):

”La disco music non divideva, ma univa. Neri e bianchi e gialli ballavano tutti lo stesso ritmo e apparivano sulle copertine chiusi nel loro luccicante mondo plasticoso dove la notte non finiva mai e non c’erano tensioni sociali, tanto che la nera Donna Summer poteva cantare in perfetta armonia con la bianca ed ebrea Barbra Streisand. La disco era un paradiso della gay culture con icone come Sylvester o i Village People. C’è tutto: neri ricchi, mondi che si abbracciano, aperture sociali…”

Ciascuna di queste attività funziona meglio se fatta in compagnia di un/una alleato/a fedele, meglio ancora di un/un’ amante. La scelta anche sarà di per sé situazionista, perchè, data la scarsità dell'offerta agostana, bisognerà sapersi accontentare.

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Di seguito gli articoli della settimana del Nemico:

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